…conseguenze inevitabili

Postati in Tokyo, 1998/2002 su agosto 30, 2008 da stefanomirti

Questa condizione (necessaria dato il numero di persone – 122 milioni – che deve vivere su questo arcipelago di isole tendenzialmente montagnose e boschive), comporta una serie di conseguenze inevitabili.
Lo spazio e’ poco, da cui la maggior parte delle persone deve vivere lontano dal centro della città.
Capitano fatti paradossali. Se uno vuole andare al mare, e’ piu’ conveniente andare a Bali o in Thailandia che cercare un’amena spiaggia locale.
Si articolano dunque risposte alternative.

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questo orologio perfetto

Postati in Tokyo, 1998/2002 su agosto 30, 2008 da stefanomirti

Ovviamente, il funzionamento di questo orologio perfetto chiamato Tokyo, comporta dei sacrifici che ai nostri occhi possono sembrare realmente difficili.
Un rapporto con la natura particolare e spesso giocato in maniera artificiale o virtuale.
Periferie enormi, dove milioni e milioni di persone vivono in caseggiati discretamente allucinanti.
Una superficie enorme dove abbiamo una marmellata indistinta di condomini, fabbriche, shopping mall, campi da golf sul tetto di alberghi, spiagge finte e centrali nucleari assortite.

(materiali di preparazione per documentario della RAI su Tokyo, 2000)

Postati in Tokyo, 1998/2002 su agosto 30, 2008 da stefanomirti

Trenta milioni di persone, con i loro bisogni ed esigenze.
Ci sono servizi per tutti.
Metropolitane dai sedili morbidissimi (mediamente un tokyoita si passa dalle tre alle quattro ore al giorno in treno o metro), ristoranti di tutti i tipi e per tutte le tasche, supermercatini aperti 24 al giorno, 365 giorni all’anno. I cosiddetti “combini”: supermercati dove a parte la spesa si possono pagare le bollette, scaricare musica e videogiochi per la playstation, mandare fax, spedire pacchi e lettere.

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Postati in Tokyo, 1998/2002 su agosto 30, 2008 da stefanomirti

E’ innegabile che secondo i parametri occidentali, Tokyo non possa essere definita una bella citta’. Pero’, innegabilmente, funziona bene.
Questi enormi flussi di persone, organizzati come se fossero sistemi fluidi: arrivano i treni dalle periferie in queste stazioni di testa, si aprono le porte, tutti procedono verso le linee della metropolitana, autostrade che si affiancano e intrecciano a ferrovie, milioni di biciclette utilizzate per il tragitto casa – stazione.

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la citta’ deve – in primo luogo – funzionare

Postati in Tokyo, 1998/2002 su agosto 30, 2008 da stefanomirti

Le citta’ occidentali partono da un dato formale. La struttura di Roma, il reticolo quadrato di Torino, i boulevard di Parigi.
In Europa, la storia ha definito una forma urbana, e le funzioni della contemporaneita’ si adattano a questa struttura.
In Giappone (caratteristica simile al resto dell’Asia), la citta’ deve in primo luogo funzionare.
Come se fosse un orologio. L’aspetto principale e’ che segni il tempo alla perfezione. La forma estetica, come e’ fatto il cinturino, quello e’ un dettaglio.

(materiali di preparazione per documentario della RAI su Tokyo, 2000)

12 linee di metropolitana sotterranea

Postati in Tokyo, 1998/2002 su agosto 30, 2008 da stefanomirti

Organizzare lo spostamento di 40 milioni di persone non e’ affare da poco.
12 linee di metropolitana sotterranea, una linea circolare in superficie che fa da spina dorsale del sistema, innumerevoli linee ferroviare che partono da alcuni punti strategici disposti lungo la circolare.
Shibuya, Shinagawa, Tokyo, Ueno, Ikebukuro, Shinjuku.
In una citta’ senza centro, i veri centri sono questi.
Da Shinjuku per esempio, oltre a 5 linee di metropolitana, abbiamo poi la Yamanote Line (la circolare), 5 linee ferroviarie private che partono verso periferie sterminatamente lontane, innumerevoli linee di autobus e taxi.

(materiali di preparazione per documentario della RAI su Tokyo, 2000)

dodici milioni di persone

Postati in Tokyo, 1998/2002 su agosto 30, 2008 da stefanomirti

Tokyo e’ una delle metropoli piu’ grandi del mondo. Nei confini amministrativi della città si contano dodici milioni di persone, che salgono a trenta se si conta l’intera area metropolitana (per intenderci da Yokohama a Narita).
Anche se partiamo dal dato piu’ piccolo (dodici milioni di persone), quanto ragioniamo in termini di spostamenti, il numero – ovviamente – aumenta.
In una normale giornata lavorativa, abbiamo infatti quaranta milioni di passaggi all’interno del sistema dei trasporti su rotaia (treno + ferrovia).
Per intendersi, una stazione come quella di Shinjuku (dove c’erano gli homeless), conta tra i 7 e i 10 milioni di passaggi per giorno.

(materiali di preparazione per documentario della RAI su Tokyo, 2000)

pennica

Postati in Tokyo, 1998/2002 su agosto 29, 2008 da stefanomirti

In termini di risorse, non esiste luogo al mondo che sia meglio organizzato. Forse troppo.

Forse troppe risorse, forse troppa velocità.  In fondo, avere un luogo piacevole dove fermarsi un attimo e farsi una pennica, questa sì che e’ una risorsa.

(Le risorse della città sul percorso di tokyoita. Articolo per B. Marzloff, aprile 2001)

giovanissime…

Postati in Tokyo, 1998/2002 su agosto 29, 2008 da stefanomirti

Giovanissime ragazzine che si vendono nei modi piu’ impensati e curiosi. Di nuovo, un mondo che passa tutto attraverso il telefonino. Un numero di telefono, una chiamata, un appuntamento veloce al love hotel piu’ vicino e via…

(Le risorse della città sul percorso di tokyoita. Articolo per B. Marzloff, aprile 2001)

tradizione

Postati in Tokyo, 1998/2002 su agosto 29, 2008 da stefanomirti

Tradizionalissime vecchiette che si tracannano cocacole da mezzo litro senza battere ciglio.

(Le risorse della città sul percorso di tokyoita. Articolo per B. Marzloff, aprile 2001)

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